Le chiese di Palmariggi

Fuori le mura di Palmariggi a pochi passi di distanza esiste una chiesa eretta e dedicata alla grande Madre di Dio sotto il grandioso titolo di Maria Vergine della Palma costruita nel 1751 ad una sola navata, ha un atrio davanti chiuso da muri. Sul frontespizio vi è la descrizione seguente in latino "Haec domus, o Virgo clara, sub nomine Palmae tuum residium, noster asylus erit Anno Domini 1751 (questa casa, o Vergine bella, sotto il nome di Madonna della Palma, sarà sicura difesa, nostro rifugio nell'anno del Signore 1751).

Sull'altare, al centro vi è una nicchia ottagonale ove vi è effigiata con un affresco l'antichissima figura della Vergine miracolosa con in braccio il divin Bambino che stringe nella mano una Palma; sia la Madonna che il Bambino hanno una mezza corona d'argento sulla testa che da molti anni furono rubate. La figura racchiusa nella nicchia è la stessa che gli antichi padri conservano gelosamente e che era conforto nelle invasioni barbare.

Al di sopra della nicchia, in mezzo a 2 angeli, vi è la statua della Vergine in atteggiamento reale, con la Palma nella mano e fra le braccia il Bambino Gesù; ha un diadema fiorato in testa e ai piedi una scritta: "Quasi Palma exaltata sum in Cadest” (quasi come una Palma sono onorata in questo paese). A destra poi vi è la statua di San Vincenzo Ferreri e a sinistra quella del glorioso San Tommaso d'Acquino.

 

Origine e fondazione della chiesa parrocchiale

Appena terminato il sacro concilio di Trento l'arcivescovo Monsignor Pietro Antonio De Capua prelato dottissimo alla diocesi di Otranto si accinse alla riforma del suo clero riedificando e ristrutturando tutte quelle chiese costruito con Rito Greco. Ritenne opportuno, quindi, esortare il popolo di Palmariggi alla costruzione di una nuova parrocchia con Rito Latino. Si stabilì di costruire la nuova chiesa parrocchiale a spese della popolazione e di situarla al centro della piazza.

I lavori iniziarono nell'anno 1564 e terminarono nel 1569. La chiesa era composta da 3 navate, una centrale e due laterali ed coperta con tetto spiovente retto da travi di legno. Dopo 200 anni circa per ordine del nuovo arcivescovo d'Otranto Monsignor Giulio Pignatelli, la chiesa ormai logora e crollante venne abbattuta completamente e si cominciò a costruire la nuova chiesa parrocchiale di San Luca Evangelista. Era l'anno 1777.

La chiesa è ad una sola navata, coperta a vela con volta a crociera ha una larghezza di 27 palmi lunga 72 palmi e alta 54. L'architettura è di ordine composito sia nella parte interna che in quella esterna.

La facciata o frontespizio è tutta in pietra leccese decorata con elementi ornamentali tardo barocchi. Nella facciata si possono notare due ordini nell'ordine inferiore, al centro vi è un portale riccamente decorato e incorniciato da due colonne scanalate sormontate da capitelli costituiti da teste di angioletti (putti). Sopra la porta maggiore vi è la statua della Protettrice, la Vergine Maria della Palma, con due elementi ornamentali barocchi situati ai lati. Lo spazio dell'ordine inferiore è scandito da quattro lesene con capitello geometrico.

Ai lati della porta maggiore vi sono due nicchie laterali incorniciate da motivi naturalistici e sottolineati da un elemento ornamentale dello stile rococò: la conchiglia; nella nicchia destra vi è la statua di Sant'Antonio da Padova scolpita in pietra leccese e colorata in quella sinistra vi è la statua della Madonna.......... che è 1stata aggiunta successivamente. Nell'ordine superiore, lo spazio, è diviso da quattro lesene con capitello composito, al centro vi è una grande finestra ornata da vetri policromi che formano una croce. Ai lati vi sono due elementi ornamentali a forma di fiamma. La chiesa, infine, è sormontata da uno stemma con corona che riporta una palma stilizzata incorniciata da volute.

L'acroterio è costituito da una sfera sormontata da una croce simbolo del Cristianesimo.