Il periodo Romano - Bizantino

La dominazione romana durò diversi secoli. Il Salento si trovò, suo malgrado, sulla linea di demarcazione tra impero romano d’Oriente e d’Occidente, spesso nel bel mezzo di guerre tra popoli germanici (romani d’occidente) e bizantini (romani d’oriente): fu un periodo di miseria e sofferenze che perdurò fino al collasso dell’impero romano d’Occidente, nel 476 d.C.

I successivi secoli furono decisamente più tranquilli: il cattolicesimo si estendeva a macchia d’olio. Fu in questo periodo (seconda metà del IV secolo) che i monaci Basiliani si distinguevano per la costruzione di luoghi di culto scavati nella roccia e poi affrescati: le famose cripte basiliane, mentre i monaci Benedettini (inizi del VI sec.) diffusero i loro monasteri.

 

I Normanni

Popolazione nordica che arrivò nel Sud d'Italia intorno all'anno mille. Nel Salento si insediarono dopo aver scalzato i Bizantini nel 1071. Per questi territori si apri' un periodo nuovo che vide il rifiorire delle arti e delle lettere. I Normanni, convertiti al Cristianesimo, favorirono il sorgere di nuove abbazie, basiliche, conventi e seppero mescolarsi definitivamente alle genti locali, lasciandovi un'impronta profonda sia nell'organizzazione sociale (tipico esempio le baronie) sia nella cultura.

E' di questo periodo l'edificazione dell'opera architettonica piu' grande e tra le piu' suggestive di Puglia la cattedrale di Otranto.

 

Gli Svevi, gli Angiolini e gli Aragonesi

Gli Svevi (insieme di tribu' germaniche) succedettero ai Normanni. Amarono questi territori e ne sostennero lo sviluppo artistico e culturale incoraggiando un periodo di pace e tranquillita' interna.

La fase di serenita' duro' solo fino al 1266, quando gli Svevi furono cacciati dal Salento ad opera degli Angioini (dinastia della contea d'Angio', nella Francia nord-occidentale). Il periodo angioino fu caratterizzato nel Salento da continue lotte con gli Aragonesi (sovrani della casa d'Aragona) per il dominio sui territori.

I paesi, intanto, continuavano ad impoverirsi e le popolazioni dovettero subire anche saccheggi e distruzioni da orde moresche provenienti soprattutto dal mare. E' in questo periodo (1480) che pirati saraceni saccheggiarono Otranto compiendo l'eccidio di 800 idruntini condannati alla pena capitale per non aver voluto piegarsi alla conversione all'Islam.

Oggi gli 800 martiri di Otranto sono stati Beatificati dalla Chiesa Cattolica, come simbolo di fedelta' estrema all'insegnamento del Vangelo. Anche papa Giovanni Paolo II in omaggio al sacrificio idruntino del 1480, in occasione del cinquecentesimo anniversario dalla strage ha visitato Otranto.