I Megaliti

menhir ubicato in Giurdignano

Oscuri testimoni del tempo, i megaliti custodiscono gelosamente buona parte dei misteri che li hanno accompagnati nei millenni.

Abbandonata l'idea che il fenomeno megalitico si sia espanso geograficamente a macchia d'olio partendo da un unico centro di diffusione, si e' oggi piu' propensi a ritenere che questo singolare utilizzo della pietra abbia avuto origine e si sia sviluppato autonomamente in ogni cultura. Sul reale significato e sulle funzioni sociali e rituali dei megaliti poco ci e' dato di sapere: la fantasia popolare, nel corso del tempo, li ha ammantati di un'aura di mistero e di occulto: le fiabe narrano di fate danzanti sui lastroni di copertura dei dolmen mentre, per la corte di Artu' e per Rolando il Paladino i megaliti furono punto di riferimento e desco.
Anche dopo l'avvento del Cristianesimo, i riti pagani legati ai megaliti persistettero tanto che la Chiesa, per limitarne il culto, passo' dai semplici editti "antieretico" alla loro cristianizzazione tramite incisioni di croci o altri simboli cristiani, trasformandoli in "Osanna" e quindi in luoghi di pellegrinaggio, dove a Pasqua si issavano rami di olivo, con un rito che ancora oggi e' praticato in numerose localita' salentine.

 

I Menhir

Il termine deriva dal bretone men-pietra ed hir-fitta e significa "pietra lunga" o "pietra fitta". E' la forma di architettura megalitica il cui significato rimane piu' misterioso. Si presenta come un monolite di pietra infisso nella roccia. Ha dimensioni e forme che sono tra loro molto differenti, si va dalle guglie monolitiche alte anche piu' di dieci metri dell'area nord-occidentale d'Europa, fino a trovare forme di parallelepipedo irregolare con altezze anche di gran lunga inferiori ai cinque metri.

E' dimostrato che l'ubicazione di questi monoliti non e' dovuta al caso, ma scientifica: se ne hanno alcuni esempi nel comune di Giurdignano, dove, lungo una strada cittadina, vi sono diversi menhir che appaiono allineati. L'orientamento delle facce piu' larghe, esposte rispettivamente ad Est e ad Ovest, e la collocazione di alcuni di essi lungo la direzione dei raggi del sole nei giorni di solstizio ed equinozio, potrebbero essere indizio di un rapporto con il culto degli astri e con i riti ad essi legati.

Particolarmente significativo e' il tentativo di "cristianizzazione" di alcuni di questi monumenti. Il menhir proposto nella sottostante prima e terza foto e' stato utilizzato in eta' medievale come Osanna come si puo' evincere dalla presenza di un incasso alla sommita' per l'alloggiamento della pietra rettangolare di taglio.

Questo particolare attesta la cristianizzazione dei menhir: intorno a queste strutture si svolgevano funzioni di tipo religioso. La domenica delle Palme infatti si volgevano delle processioni che terminavano dinanzi ai menhir. Sulla faccia anteriore inoltre sono visibili due croci che attestano una pratica particolarmente diffusa in eta' medievale.