I Messapi
I
Messapi furono i primi a popolare stabilmente la penisola salentina.
Giunti sulle coste della Puglia probabilmente intorno all’VIII secolo A.C., i Messapi abitarono la penisola salentina fino a quando i romani nel 212 A.C. li sconfissero durante la seconda guerra punica, rendendo questa antica e nobile terra una “provincia italica”.
Il periodo messapico fu per il Salento particolarmente ricco. La loro civiltà era superiore a quella di qualsiasi popolo italico dell’epoca. Gli stessi romani ebbero molto da apprendere dopo la conquista di queste terre: vi scoprirono il gusto per l’arte, la poesia; lo stesso Virgilio, creatore dell’immortale Eneide, visse a Brindisi e uno dei maggiori poeti romani Quinto Ennio nacque nella città messapica di Rudiae, nei pressi di Lecce.
Resti della civiltà messapica di particolare importanza sono stati scoperti nel Basso Salento; sono sette, infatti, i centri Messapici accertati tra Lecce e Leuca. Il più significativo appare Vaste di Poggiardo dove sono stati ritrovati depositi funerari, piccoli tesori in argento, oltre ai resti di estese mura costituite da grandi monoliti in pietra tutti riconducibili all’epoca messapica.
Vereto, presso Patù, è anch’esso un sito messapico, famoso per il suo monumento di architettura sacra “le Centopietre”,costruito con enormi monoliti di carparo. Altro sito di recente scoperta è ubicato in località “Fani” nel comune di Salve dove studiosi locali e dell’università di Sidney hanno rinvenuto fortificazioni anch’esse di origine messapica. Nel comprensorio di Tricase vi sono diverse testimonianze della presenza messapica: tombe ricavate nella roccia, ipogei, ed altri reperti. Nei pressi di un’antica strada scoperta di recente, che attraversa il territorio del rione Tutino e che anticamente collegava i maggiori centri Messapici: Vaste e Vereto, Salve fino a giungere all’estremo Capo di Leuca, sono concentrate moltissime testimonianze in tal senso.
Se si dovesse accettare l'episodio dell'autorevole fonte erodotea, la gente messapica sarebbe stata di origine cretese-micenea. Altre fonti antiche, non troppo diversamente, la vedono come mescolanza di cretesi e di illiri, benchè quelle fonti non siano chiare e coerenti come si vorrebbe. In seguito più fondate ragioni storiche la ritengono di provenienza balcanica, dato che tra le due sponde del Mare Adriatico i rapporti commerciali e migratori erano stati sempre attivi e continui anche in lontani tempi preistorici.
Perciò, come si è dimostrato di recente da più parti, l'origine del popolo messapico si inserisce ben nel quadro generale delle genti iàpigie pugliesi di provenienza illirica, cioè da una regione che era poco a nord dell’attuale Albania. Questo fondo etnico della Puglia protostorica rimaneva sostanzialmente unitario nelle sue componenti di vita e di rozzi costumi. Era rotto solamente dall'influenza rivoluzionaria della cultura dei popoli più civili e meglio organizzati, come i greci prima e i romani dopo, i quali naturalmente non permettevano che i primi andassero oltre la propria superiore civiltà.
Le ondate migratorie di consistenti gruppi balcanici si collocavano verosimilmente nei primi due secoli prima del Mille A.C. quando i rapporti micenei con il sud della Puglia si andarono allentando manmano che altri popoli di Dori, provenienti dall’est balcanico, invadevano la Grecia e soffocavano la civiltà micenea. Una parte dunque delle genti iapigie si spostava nel sud della regione, o perchè trovava favorevoli spazi di insediamento nella fertile piana salentina, data la positiva situazione del clima nel primo millennio a.c., come è stato dimostrato, o perchè era sospinta da irruzioni di popolazioni indigene subappenniniche. Fatto sta che queste genti avrebbero assunto la denominazione di Messapi con il significato di popoli tra i due mari. I confini del loro territorio coincidevano con la forma triangolare della penisola salentina che oltretutto era più estesa rispetto all'attuale sul litorale ionico sino a Taranto.
I vertici del triangolo si presentavano diversi dagli attuali:
Leuca. a sud, e Brindisi e Taranto ad est ed a ovest. Oria costituiva,
come già prima. un centro di smistamento terrestre della linea
nordica di «confine», per la sua equidistanza dall'Adriatico
e dallo Ionio. Lo giustificava ancora l'ubicazione in un'area di centralità
geografica ai margini delle Murge meridionali: area che si estendeva dall'altra
città messapica di Carovigno sino a Valesio i cui ruderi sono presso
Torchiarolo.
Questa speciale posizione della penisola rendeva la Messapia non solo una regione di insediamenti stabili, nuovi o in, fase di crescita, ma anche una terra baricentrica dei movimenti:
sia terrestri lungo la diagonale che dal nord dell'Italia va verso l'oriente mediterraneo,
sia marittimi, cominciando dalle due sponde del medio e alto Adriatico, poi dalla Grecia, nonchè dalla Sicilia e dalla Calabria attraverso lo Ionio e il Golfo di Taranto.
In altri termini i Messapi maturarono una civiltà composita per così dire come inconsapevole incrocio di derivazioni. In seguito la superiore civiltà greca li influenzò in maniera così determinante che avrebbe fatto loro dimenticare la propria propria cultura autoctona.