Il mosaico della cattedrale

il mosaico della cattedrale a Otranto ripreso nella sua interezza

All'interno della Cattedrale dell'Annunziata, denominazione con la quale viene identificata la cattedrale Otrantina, posizionata sulla linea in cui il sole lega l'est con l'ovest si dipana un maestoso mosaico pavimentale incellato dal monaco Pantaleone, proveniente dal vicino monastero di San Nicola di Casole, nel XII secolo D.C. espressione della cultura latina che i Normanni introducono in Otranto ma ancora profondamente legata all’Oriente.

Il pavimento musivo che copre circa 600 metri quadri di superficie, fu commissionato dal primo arcivescovo latino della città, Gionata, e fu eseguito da un monaco greco proveniente dal vicino monastero di San Nicola di Casole, Pantaleone che vi si adoperò per due anni.

Risulta dominato dall'Albero della Vita, che svetta altissimo sulla navata centrale dall'ingresso al presbitero, e si ripete in forma più ridotta, nelle navate del transetto.

Autentico poema in tre cantiche: Dio nel mondo nella navata centrale, Dio redime il mondo nella navata destra, Dio giudica il mondo nella navata sinistra, il Mosaico racconta la storia dell'uomo, da Adamo ed Eva al 1165, senza discriminazione di colore di pelle, di credi politici e religiosi.

Modellato sulla storia della salvezza il Tessellatum è come una monografia illustrata del mondo di allora, vale a dire, l'Eurasia, dal Baltico alle sponde mediterranee dell'Africa e dell'Asia, dagli Urali all'Atlantico, una storia raccontata con linguaggio allegorico-simbolico, con figure bibliche, storiche, patristiche, mitologiche, zoomorfe e fitomorfe.

Autentico poema in tre cantiche: Creazione, Redenzione e Resurrezione, il "Mosaico" di Otranto è unico per i suoi contenuti.