"Le pajare e loro recupero in chiave ambientale"

I manufatti quasi sempre hanno un solo vano quadrato, rara la pianta circolare se non per vani di dimensioni ridotte. La forma utilizzata e' solitamente quella a torre tronco - conica o tronco - piramidale terrazzata e fiancheggiata da un cumulo anulare.

Rampe di scale permettono la salita sull'estradosso della copertura trattata con pietrisco, schegge di pietra e completata con terra battuta (bolo) quest'ultima con funzione di protezione da infiltrazioni d'acqua piovana e dal riscaldamento dal periodo estivo.

Il vano di accesso è coperto da un architrave in pietra sormontato da due blocchi a contrasto che formano un triangolo di scarico. queste strutture edilizie rappresentano l'elemento caratterizzante, insieme con i muretti a secco e gli alberi di ulivo, del paesaggio salentino. Sono un patrimonio storico-ambientale da tutelare e salvaguardare.

Oggi l'interesse per questi manufatti e' alto, purtroppo molti interventi di recpero hanno stravolto l'identità degli stessi con l'utilizzo di materiali impropri. Negli interventi di recupero - ristrutturazione vanno adottati i principi della bioarchitettura con l'utilizzo della tecnica cuci e scuci, l'uso di materiali prorpi del luogo come bolo, pietrame, coccio pesto.

Per il rifacimento interno dell'intonaco o del pavimento si puo' intervenire con unimpasto di paglia e bolo oppure con l'uso di calce idraulica naturale cotta a legna e stagionata almeno sei mesi impastata con bolo o cocciopesto. Lo stesso procedimento può essere adopreato per il rifacimento della finitura dell'estradosso (tivola).

Per quanto riguarda l'arredamento e gli infissi, nella parte interna vanno utilizzate come piccole credenze, le nicchie presenti, l'arredo deve rapprsentare l'essenziale con l'utilizzo di pietra e legno massello recuperato, e se nuovo, di provenienza nazionale.

Gli elementi di arredo vanno realizzati con la tecnica dell'incastro senza l'uso di colle viniliche e senza parti metalliche. Anche per gli infissi va usato legno recuperato o nazionale. Sia il legno che lapietra vanno trattati con olio e cera naturali. Per la dipintura della parte intonacata va usata solo latte di calce cotta a legna e stagionata almeno sei mesi con eventuale aggiunta di terre per ottenere effetti colorati tipo pastello.

Solo con l'utilizzo di materiali naturali e l'applicazione dei principi della bioedilizia si puo' garantire una risposta adeguata alla tipologia costruttiva delle pajare, rispettando quegli elementi che erano alla base dei stessi manufatti, integrazione con il territorio e l'ambiente in modo tale che i materiali utilizzati alla fine del loro ciclo vitale possano ritornare nel sistema produttivo senza minimamente incidere sull'impatto ambientale.