Il monastero di San Nicola di Casole - parte I

rudere del monastero di san nicola di casole - Otranto

L'abbazia di San Nicola di Casole viene fondato sul finire dell'XI secolo D. C. per volere del crociato Boemondo I, figlio di Roberto il Guiscardo, condottiero Normanno.

Boemondo donò il casale di Casole ad un gruppo di Basiliani guidati da Giuseppe, primo abate del monastero. L'abate più importante dell'abbazia è Nettario, lo stesso che fondò la scuola poetica, il cui nome di battesimo era Nicola, e che rivestì il ruolo dal 1219 al 1235.

Esso fu protagonista di diverse missioni diplomatiche: nel 1205 e nel 1214 per conto di Innocenzo III quale interprete ai cardinali che andavano a discutere a Costantinopoli sui rapporti tra Greci e Latini; nel 1223-1224, per conto di Federico II in Oriente, e nel 1232 a Roma, dal papa, per discutere sulla validità del battesimo delle genti battezzate con il rito greco.

Nettario, gran conoscitore del greco e del latino, creò la biblioteca di Casole con le migliaia di volumi greci e latini che raccolse nei suoi viaggi in Oriente.

Nel 1480 la biblioteca di Casole viene distrutta con il tristemente famoso assalto dei Turchi alla cittadina. Di essa rimangono oggi poche pietre all'interno di una masseria che porta il suo nome. Solo una piccolissima parte della biblioteca si è salvata grazie all’opera del cardinale Bessarione, metropolita di Nicea, patriarca di Costantinopoli, amante della letteratura classica, che compiva visite continue nei monasteri greco-bizantini e ovunque raccoglieva manoscritti della civiltà greco-romana.

Il cardinale passò anche da Casole prelevò 533 volumi greci e 301 volumi latini che nel 1468 donò alla Biblioteca Marciana. Successivamente questa mole di volumi si disperse tra le biblioteche Europee.