Il monastero di San Nicola di Casole - parte II
Qui, tra gli scogli più ad est d'Italia, nascono alcuni tra i primi componimenti in poesia della letteratura nazionale. Nella Terra d'Otranto, nell'Età oscura, la lingua greca, quella parlata oltremare, nelle terre di Bisanzio, è la lingua con la quale si esprime la maggior parte della popolazione e con la quale si esprime pure la comunità italo-greca dei monaci basiliani che ha dato vita all'abbazia di Casole.
E che pertanto in lingua greca e' pure la loro produzione letteraria, quella produzione, appunto, che si puo' con giusto merito, asseriscono oggi gli studiosi, inserire nel contesto degli albori della letteratura italiana.
Dunque monaci basiliani italo-greci dettero vita nella Puglia meridionale a componimenti poetici, in lingua greca, che per i contenuti ed il respiro sono invece identici ai primi segnali di quella letteratura volgare che divenne, solo pochi decenni piu' tardi, con Dante Alighieri, nel suo massimo splendore, la letteratura italiana.
Attorno al cenobio di San Nicola di Casole fiori' dunque un gruppo di poeti in lingua greca abbastanza compatto, una specie di circolo poetico che si riconosceva nella guida di un abate, tale Nettario, proprio nello stesso giro di anni in cui si imponeva a Palermo la Scuola poetica siciliana in volgare.
Si tratta di quattro poeti salentini che con i loro scritti, sintesi di produzione sacra e profana, vengono unanimemente indicati oggi come portatori dell'Umanesimo italo-bizantino in Terra d'Otranto, una nuova corrente letteraria che si inserisce nel contesto culturale nazionale.
Enorme è la valenza della loro produzione nel contesto storico e culturale in cui operarono. Perché poetarono in greco ma erano partecipi di un'attività che pur nelle sue diversità linguistiche, il greco ed il volgare, rappresentava un'unita' culturale appena nata e che già spiccava il volo verso lidi successivamente noti.
Dei quattro poeti che formano il sodalizio due sono religiosi e due laici. Tra loro non vi furono rapporti sistematici, veri e propri contatti regolari. Solo reciproco rispetto ed intesa amichevole. Anche perché li divide per alcuni una generazione.
Il fondatore di questa sorta di circolo poetico è l'abate NETTARIO, nato ad Otranto tra il 1155 ed il 1160. Quindi GIOVANNI GRASSO, protonotario e maestro imperiale tra il 1219 ed il 1236. Sottoscrisse il testamento di Federico II il 10 dicembre 1250 e probabilmente fu lui a scrivere le lettere in greco di Federico II agli imperatori di Bisanzio.
Figlio di Giovanni Grasso e' l'altro poeta, NICOLA d'OTRANTO. Infine GIORGIO di GALLIPOLI il rappresentante piu' importante della scuola poetica greca nel Salento bizantino.