Il monastero di San Nicola di Casole - parte III
E stato affermato che l'abbazia idruntina, soprattutto nel suo momento magico, il tredicesimo secolo, ha svolto la funzione di officina di istruzione così a lungo da gettare le basi di un discorso nei termini di un vero e proprio Umanesimo greco in Terra d'Otranto, una scuola in cui le lettere greche erano al centro di ogni programma di studio e di insegnamento, in un clima di riconoscimento pieno dei valori universali ed eterni della civiltà greca classica.
Il monastero, dedicato a san Nicola, era un monastero basiliano, retto cioè dai religiosi seguaci della Regola di san Basilio il Grande (Cesarea di Cappadocia 329-379).
I monaci offrivano vitto ed alloggio a chiunque volesse conoscere la lingua e la civiltà greca molto prima che venissero fondate le università da parte di principi ed imperatori nel nord-Europa. Casole è la prima vera scuola pubblica di Terra d'Otranto, teatro di una nuova formula di convivenza razionale tra discorso teologico e discorso filosofico.
Dal Typicon, un rituale, specie di manuale sui compiti del monastero, fortunatamente sopravvissuto, si apprende di pratica ascetica, di vita semplice ed austera, con continui sacrifici e rinunce. Secondo la tradizione del monachesimo bizantino.
Qui domina del resto la regola di san Basilio, regola espressa da preghiera, digiuno, povertà, silenzio, solitudine, studio, lavoro, umiltà, esaltazione dell'ascesi contemplativa, frugalità del cibo (si notano così le affinità degli ideali ascetici del monachesimo orientale e quelle del monachesimo occidentale).
Casole, come detto, possedeva una Biblioteca, per la diffusione della cultura, ed uno Scriptorium, per la copiatura dei testi classici, strutture tra loro indipendenti. Si trattava di testi liturgici, biblici, patristici, di diritto, classici, sempre ovviamente in greco.
Vi era altresì un Didaskaleion, dove si insegnava la cultura greca. Scrive Gregorovius che Casole era tra le più antiche biblioteche d'Occidente, forse la più antica, precedente addirittura il Cenobio Vivariense di Cassiodoro se, dando credito ad una tradizione piuttosto ricorrente, sembra che l'abbazia sia nata molti secoli prima la venuta dei Normanni, addirittura nel V secolo.
Una tradizione che, se corrispondente alla verità, sovvertirebbe
la concezione della costruzione della cultura nella Penisola.