Cenni storici su Palmariggi
La collinetta di Palmariggi sin da tempo antico si disse Montyuzzo, i Romani la chiamarono Mons Jovis. La città di Otranto per difendersi dalle incursioni nemiche provenienti dagli scali di Gallipoli vi edificò un fortino, che si disse di San Nicola e intorno al quale sorsero dei casolari abitati da contadini. Il fortino di San Nicola, più volte assalito, distrutto e riedificato, servì da cuscinetto alla città di Otranto per difendersi dagli assalti dei Saraceni che più volte lo presero di mira per avere via libera.
In seguito ad una di queste sanguinose conquiste, da parte dei Turchi Casale San Nicola e l'antica collina di Montyuzzo cambiarono il nome in quello di Palmariggi per un evento miracoloso. I Turchi che avevano cominciato, a saccheggiare i paesi dell'entroterra e che si dirigevano verso il piccolo Casale San Nicola, furono fermati dall'intervento prodigioso della Vergine, che improvvisamente apparve reggendo in mano una Palma.
Il popolo quindi volle mettere il castello sotto la protezione della Madonna, della Palma e ne modificò il nome prima in Palmarice, poi in Palmaricce ed infine in Palmariggi, che vuol significare appunto "Tu che reggi la Palma". Per ricordare la grazia ottenuta, innanzi alle porte del vecchio castello edificarono un tempio votivo che si chiamò della Palma.
La chiesetta votiva cominciò intanto a richiamare i villici sparsi nelle campagne e sorse così l'abitato che, nonostante la storia e gli auspici propizi della sua Palma, non giunse mai a popolarsi sufficientemente, anzi, col tempo vi si andò man mano affievolendo l'importanza e il ricordo suo, sino a rimanere quasi dimenticato nelle costituzioni che vennero poi dal regno di Napoli e di Sicilia. Quando poi si costituì il regno sotto i Normanni, il re Tancredi non si ricordò neppure di Palmariggi. Solo molto più tardi diventò conteo sotto il casato dei conti Mattei, che dominarono su tale feudo sino alla venuta degli Aragonesi.
Alfonso D'Aragona corso con un poderoso esercito per liberare Otranto dalle mani del turco, visitò Palmariggij ne riedificò il diruto castello e cinse di mura il minuscolo abitato. Ma passato quel momento d'entusiasmo militare, Palmariggi ricadde completamente nell'oblio. Il castello e il feudo passarono nelle mani delle Case: Ventura e Vernazza e il paese si ridusse ad un ammasso di rovine.
Quello che però non fecero gli uomini lo fece la provvidenza; anche se i governi di Napoli e di Sicilia e i signori delle case Ventura e Vernazza non si interessarono, di Palmariggi si tornò a parlare in seguito all'apparizione della Madonna di Montevergine sull'omonima collina. Il tempio di Montevergine ricorda l'età dei primi cristiani, i monaci Basiliani e conserva nella cripta un importante affresco raffigurante la beata Vergine.