Le Torri costiere

torre del serpe assunta a simbolo della citta' di Otranto

Gli spagnoli cercarono di mettere un freno alle continue invasioni saracene dal mare attraverso la costruzione di numerose torri costiere di avvistamento e di segnalazione (dette di Carlo V).

Esse sono distribuite in un’ideale catena come sentinelle lungo il litorale ionico e adriatico per avvistare le feluche saracene.

Sono costruite sui punti notevoli della costa ed ognuna risulta in “vista” di quella successiva. La torre che avvistava un pericolo dava l’allarme alla torre successiva attraverso l'accensione di fuochi, quest'ultima a sua volta faceva altrettanto fino, quindi, a mettere in allerta tutto il territorio.

Costituiscono, nella loro severa essenzialità, dei veri e propri gioielli di edilizia militare che connotano fortemente tutta la costa.

Le torri che partendo dalla costa adriatica salentina si succedono l’un l’altra sono:

"Torre Specchiolla, Torre Rinalda, Torre Chianca, Torre Veneri (Lecce), Torre Specchia Ruggeri (Vernole), San Foca, Torre dell’Orso (Melendugno), Torre Santo Stefano, Torre del Serpe (Otranto), Torre Sant’Emiliano, Torre di Minervino (Porto Badisco), torri di Diso, di Andrano, di Tricase, di Tiggiano e di Alessano, torre dell’Omo Morto (Leuca), quindi per lo ionio Torre Vado, Torre Pali, Torre Mozza, San Giovanni (Ugento), Torre Suda (Racale), Torre Sabea (Gallipoli), Torre delle Quattro Colonne, Torre dell’Alto, Torre Sant’Isidoro, Torre Squillace (Nardò) per terminare con le torri di Porto Cesareo".